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Sign 17

Casula approaches the computer, sensing that an object has arrived that would soon change people's daily lives forever. Such a thought arises when the evolution of science and technology brings these tools into everyone's homes or almost everyone's. As always, it is not only a philosophical and theoretical but also a social vision of art that drives Casula towards every possible evolution of the medium: he does not declare it, but every action of his is directed towards others and society, towards the desire to introduce an opportunity for thought, criticism, and beauty. Casula is an artist who addresses the "outside of oneself," who looks at the world, and who works for everyone.

With the first Diafanie, in the early nineties, Casula makes a real break with his previous works because in this case we can speak of works of a completely different nature: they are the first video installations by Casula. (Laura Calvi)

Cartello 17

Casula si avvicina al computer, intuendo come fosse arrivato un oggetto che di lì a poco avrebbe cambiato per sempre la vita quotidiana delle persone. Tale pensiero giunge quando l’evoluzione della scienza e della tecnologia porta questi strumenti nelle case di tutti o quasi. Come sempre, è una visione non soltanto filosofica e teoretica, ma anche sociale dell’arte a muovere Casula verso ogni possibile evoluzione del mezzo: non lo dichiara, ma ogni sua azione è rivolta all’altro e alla società, alla volontà di introdurre in essa un’occasione di pensiero, di critica, di bellezza. Casula è un artista che si rivolge al “fuori da sé”, che guarda al mondo, che lavora per tutti.

Con le prime Diafanie, all’inizio degli anni Novanta, Casula compie il vero scarto rispetto alle precedenti opere perché in questo caso possiamo parlare di opere di tutt’altra natura: sono le prime installazioni video di Casula. (Laura Calvi)