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Sign 3

Between 1962 and 1963, as the artist himself states, the "period of bones" unfolds - "my canvases showed skeletons doing the same things they did when alive" - as well as the "horse stories," portrayed after macabre visits to slaughterhouses. Casula recalls when he would go "to the slaughterhouse in Cagliari to witness the slaughtering of horses. There I met Rosanna Rossi, who was visiting the place for the same reasons as me: art must give me an emotion, that was the premise that prevailed at the time." What intrigued him about those circumstances was the movement of the horses in the courtyard: the animals would move around, "some trotting, others nodding." Movement is a constant and incessant theme in the artist's research, not only in terms of tradition but through any means that could produce images, from the camera to paintings to his own eyes. (Laura Calvi)

Cartello 3

Tra il 1962 e il 1963, come afferma l’artista stesso, si sviluppa il “periodo delle ossa” – «le mie tele mostravano scheletri che facevano le stesse cose che fecero da vivi» – e delle “storie di cavalli”, ritratti dopo macabre visite nei mattatoi. Casula ricorda di quando si recava «al mattatoio di Cagliari, per vedere abbattere i cavalli. Vi incontrai Rosanna Rossi, in visita in quel luogo, per gli stessi miei motivi: l’arte mi deve dare un’emozione, era l’assunto che correva allora». Ciò che lo aveva incuriosito di quelle circostanze era il movimento dei cavalli nel cortile: gli animali vi giravano attorno, «alcuni trotterellando, altri annusandosi». Il movimento è il tema continuo e incessante nella ricerca dell’artista, non soltanto nei termini della tradizione ma attraverso ogni mezzo che potesse produrre immagini, dalla cinepresa, ai dipinti, ai propri occhi. (Laura Calvi)