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Sign 14

Words take center stage in the early 1970s. Whether they are objects intended for wall display, totemic sculptures, or electromechanical works, they still draw from the transactional "programming" but with a new awareness. Moving from a sensory level - that of the previous decade, where the artist was learning to see both physically and mentally - to a symbolic level. Similar to how it happens in children, emotional and cognitive development progresses from sensory to expressive, and now the artworks include words, verbalizing the message, and enunciating it.

Characteristic of these years is the extensive series of Vietato (Forbidden) paintings, which feature this word on different patterns and with varying typographic styles, recurring but always different graphic signs, and highly legible. It is a word that sparked much discussion during that decade. (Laura Calvi)

Cartello 14

La parola è la grande protagonista dei primi anni Settanta. Le opere, siano esse oggetti per i quali è prevista l’esposizione a parete, o sculture totemiche, oppure a funzionamento elettromeccanico, attingono ancora alla “programmazione” transazionale, ma con una nuova consapevolezza, e da un livello sensoriale – quello del decennio precedente, dove l’artista stava imparando a vedere, fisicamente e mentalmente – si è passati a un livello simbolico. Come accade nei bambini, lo sviluppo emotivo e cognitivo passa dal sensoriale all’espressivo, e così le opere adesso includono la parola, verbalizzano il messaggio, lo enunciano.

Propria di questi anni sarà la numerosa serie dei Vietato, dipinti che riportano questa parola su pattern differenti e con caratteri modulati diversamente, segni grafici ricorrenti ma sempre diversi, e ben leggibili: una parola che in quel decennio fa discutere molto. (Laura Calvi)